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Cassonetti “intelligenti”, costi alti e risultati parziali: sotto esame a Tursi il progetto della passata amministrazione

In Consiglio comunale Lorenzo Garzarelli (Alleanza Verdi e Sinistra) chiede il bilancio del progetto dei cassonetti bilaterali: costi sostenuti, benefici reali e stato di avanzamento. Dalla Giunta: installati 5.400 contenitori su un parco cittadino di 26mila, spesa per i soli cassonetti pari a 6,6 milioni (2022), 7,7 milioni (2023) e 2–3 milioni (2024), per un investimento totale di circa 30 milioni; raccolta differenziata in crescita dal 43% (2022) a circa 53% oggi, ancora sotto il target 65% al 2027

L’interpellanza presentata da Lorenzo Garzarelli ha riportato in aula il tema dei cassonetti “intelligenti” e del loro reale impatto sulla qualità della raccolta. Il consigliere ha ricordato come il progetto fosse stato presentato come un salto di qualità, ma che «sul campo» non sempre ne sarebbero emersi i vantaggi promessi, specie sul fronte dell’ordine urbano e della regolarità dei conferimenti. Da qui le domande alla Giunta: quanto è stato speso, quali risultati si sono ottenuti, a che punto è la distribuzione sul territorio.

Nel riscontro, l’esecutivo ha ricostruito il perimetro dell’intervento: i cassonetti bilaterali — prelevabili dai mezzi di raccolta da entrambi i lati — rientrano nel sistema integrato per la differenziata avviato nel 2022. Ad oggi ne sono stati posati 5.400, con un ultimo lotto ancora da completare alla Foce. Il parco cittadino complessivo conta circa 26mila contenitori.

Sul capitolo risorse, i numeri forniti in aula indicano 6,6 milioni di euro nel 2022, 7,7 milioni nel 2023 e 2–3 milioni nel 2024 per l’acquisto dei contenitori; mezzi e logistica non sono inclusi in queste cifre. L’investimento complessivo del progetto viene stimato attorno ai 30 milioni.

Capitolo risultati: nelle aree servite dai bilaterali la raccolta differenziata è cresciuta di circa tre punti percentuali l’anno, passando dal 43% (2022) a circa 53% nel 2025. Un progresso definito «tangibile ma non sufficiente» per centrare l’obiettivo del 65% entro il 2027.

La mappa degli interventi copre quartieri molto diversi tra loro: Staglieno, Struppa, Marassi, San Fruttuoso, Albaro, Nervi, Sant’Ilario, Sturla, Quarto, San Martino, San Teodoro, Sampierdarena, Portoria, Oregina, Lagaccio, Molo, Maddalena e Castelletto. Proprio la eterogeneità dei contesti ha reso evidente, secondo la Giunta, l’assenza di una vera fase di sperimentazione iniziale: l’adozione su larga scala non ha consentito aggiustamenti “in corsa” e non ha ancora attivato la tariffazione puntuale della TARI, considerata uno dei principali strumenti per premiare i comportamenti virtuosi e ridurre i conferimenti impropri.

Per il prossimo anno l’amministrazione indica tre priorità: completare le installazioni previste, ottimizzare i giri di raccolta in base ai flussi reali e avviare le condizioni tecniche per la tariffazione puntuale, così da valorizzare il potenziale dei cassonetti bilaterali. Resta sul tavolo la richiesta politica — rilanciata da Garzarelli — di una verifica trasparente costi/benefici e di un piano di miglioramento condiviso con i Municipi e con Amiu, per evitare che un investimento così significativo resti sotto-performante rispetto agli obiettivi ambientali e di decoro attesi.


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